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Collezione Conchiglie: ecco come si fa!

Conchiglie: consigli per collezionarle
Dove le volete esporre: in una vetrina, in una scatola oppure in un giardino zen?


Oggi vi parliamo di un hobby che in Estate può essere molto divertente, soprattutto per coloro che in spiaggia si annoiano a stare sempre sdraiati al sole e vogliono fare un’attività meno faticosa che giocare a pallone o racchettoni… stiamo parlando della raccolta delle conchiglie, per dare vita ad una bella collezione di conchiglie.

Come iniziare? Innanzitutto, vi consigliamo di documentarvi un poco sulle specie presenti nella zona dove siete in vacanza: conoscere almeno la famiglia di appartenenza delle conchiglie che potete trovare vi permetterà di stabilire quali sono più ricercate e pregiate e quali meno, e vi porrete magari come obiettivo un esemplare in particolare. In effetti tutto è basato su quale tipo di consigli vorrete collezionare: le più pregiate, le più rare, quelle che piacciono di più, o ancora quelle che provengono dai vostri luoghi di villeggiatura.

Fate attenzione però: se volete portare a casa una conchiglia da un luogo esotico, informatevi prima se lo stato lo permette, altrimenti rischiereste di essere fermati alla dogana, con il ritiro delle conchiglie e una bella multa salata da pagare.

Conchiglie: come si raccolgono?

Conchiglie: consigli per collezionarle
Dove le volete esporre? All’interno di una vetrina, in una scatola oppure in un giardino zen?

Ci sono fondamentalmente due modi: il primo è quello di camminare lungo la spiaggia, in corrispondenza del bagnasciuga, cercando in particolare laddove ci siano scogli affioranti e altre zone dove si accumula ciò che vien portato dalle onde del mare. In questo modo, la maggior parte delle conchiglie che troverete saranno già morte e già ripulite dall’azione del mare. L’unica pecca è che difficilmente potrete rivenire le due parti della conchiglia sempre unite: i collezionisti più seri vorranno certamente guadagnarsi entrambe le parti della conchiglia: sarebbe come una collezione a metà.

L’altro metodo, di maggiore impegno e soddisfazione, è quello di farle direttamente in acqua. Usando l’attrezzatura da snorkeling (pinne, maschera e boccaglio), si può andare in un attimo alla scoperta del mondo sommerso, anche in poche decine di centimetri di acqua. Anche quando cercate le conchiglie sott’acqua vale la regola di concentrare la ricerca laddove il mare accumula detriti. Magari, con delicatezza, potrete anche cercare tra le alghe e scavare un poco sotto la sabbia, ma stando ben attenti a non danneggiare il delicato ecosistema. E’ indispensabile portare con se un contenitore con coperchio: quelli cilindrici per le esche da pesca con il tappo forato sono perfetti!

Noi vi consigliamo caldamente di raccogliere solo conchiglie vuote, quindi senza il mollusco… e ricordatevi che spesso le conchiglie vengono “riciclate” dai paguri, per cui anche degli esemplari che vi sembrano vecchi e rotti potrebbero avere un ospite che di certo non vorrete disturbare!

Se andate in vacanza in zone tropicali è bene praticare questa attività con attenzione, sia perché potrebbero esserci delle specie pericolose (es. velenose per l’uomo), sia perché i regolamenti del posto potrebbero vietare anche in maniera severa la raccolta anche di una sola conchiglia! Ad esempio, nella stupenda barriera corallina del Mar Rosso non è possibile toccare niente, tanto meno mettere in valigia!

Quali specie si trovano sulle nostre spiagge

A noi ad esempio piacciono molto gli esemplari della famiglia dei Pecten (Pettini), quelli dalla classica forma “Shell” insomma, tra cui la ben nota Capasanta. Nei nostri mari in Italia trovarli non è facile ma neanche difficile, per cui possono essere un obiettivo di caccia adatto a chi inizia… inoltre ne esistono di tante specie, di vari colori e dimensioni e sono bellissime!

Molto bello è anche il cosiddetto Orecchio di San Pietro, dalla forma caratteristica e dalla madreperla molto brillante… si usa anche in oreficeria! Ambito da chi realizza gioielli artigianali è anche l’Occhio di Santa Lucia, che poi non è una vera conchiglia, bensì il colorato opercolo della Astrea Rugosa, anch’essa a sua volta “preda” ambita.

Consigli per la conservazione

Una volta arrivati a casa, è importante lavare bene le conchiglie e togliere tutti i sedimenti organici, anche con l’aiuto di uno spazzolino, e farle asciugare bene. In caso contrario, le sostanze che vi rimangono causeranno sicuramente putrefazione e cattivo odore. Visto che la luce tende a sciupare la conchiglia, vi consigliamo di cospargerla con olio di mandorle o olii al silicone, in modo che la patina creata dall’olio le protegga nel tempo.

Per documentarvi, andrà benissimo uno di quei libri sulle conchiglie ricchi di foto che troverete sulle bancarelle della vostra zona di vacanza… non è molto professionale ma vi assicuriamo che va già benissimo! In alternativa su Internet ci sono molte “community” di appassionati di conchiglie, tra cui vi segnaliamo il seguente forum su molluschi e conchiglie: Forum Natura Mediterraneo dove potrete anche scambiare consigli con altri collezionisti e far vedere le proprie “prede”!!

Tanti Occhi di Santa Lucia
Tanti Occhi di Santa Lucia

Ed ecco un’altra conchiglia molto bella:

La bella conchiglia Spondylus
La bella conchiglia Spondylus

Buona ricerca a tutti!!


1 Commento

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  1. marina migliorati

    Le conchiglie sono gli scheletri dell’animale. Chi di noi possiede uno scheletro così fascinoso? Personalmente ne sono così innamorata, che ho creato un mazzo di 52 conchiglie divinatorie molto semplice, tutti possono impare. Il loro linguaggio è di facile apprendimento, tanto che le ho chiamate: Conchiglie Parlanti. Sono 52, come le settimane dell’anno, comprendono 7 pianeti come i 7 giorni della settimana e 4 colori come i 4 elementi primordiali, fuoco,aria,acqua e terra. Esse ci aiutano a svelare il nostro futuro. Che vogliamo di più? Un virtuale abbraccio a conchiglia, a tutti. Marina

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